Gli apparecchi acustici che troviamo oggi sul mercato di audioprotesi non possono essere più considerati semplici strumenti uditivi, ma dei mini computer che offrono una tecnologia sempre più avanzata (basti pensare per esempio alla funzionalità hi-tech che permette di collegarsi al televisore di casa o impianti stereo via Bluetooth).

Purtroppo, il continuo sviluppo di queste funzionalità per riuscire a migliorare al massimo la qualità di vita delle persone ipoacusiche porta con se un maggior consumo di corrente costringendo gli utenti ad una frequente sostituzione delle batterie.
E qui intervengono nuovamente le grandi aziende come Phonak, Signa, Oticon, GN Resound, Widex, proponendo una soluzione con i nuovissimi apparecchi acustici ricaricabili.

Solitamente la durata di una batteria a bottone varia da tre giorni ad un paio di settimane, a seconda del tipo di apparecchio acustico, delle ore di utilizzo e delle dimensioni stesse della batteria.
Inoltre sostituire una batteria di questo tipo richiede una certa manualità e buona vista, che purtroppo molti utilizzatori non possiedono, costringendoli a chiedere aiuto a figli, nipoti o addirittura a recarsi ogni settimana in un centro audioprotesico.
I nuovi apparecchi acustici ricaricabili cercano così di porre rimedio al suddetto problema: basta infatti inserire gli ausili protesici nell’apposito caricabatterie che a sua volta è collegato ad una rete elettrica per avere fino a 24 ore (circa) d’ascolto con una ricarica di 3 ore.

 

 

Dott. Lucia Bigiarini

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Sono Tecnico Audioprotesista, ho conseguito la laurea presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Siena. In Italia ho lavorato in una delle aziende audioprotesiche più attive a livello mondiale nella commercializzazione di soluzioni uditive. Attualmente lavoro come Audioprotesista per un'azienda austriaca.

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