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Alcuni scienziati della Indiana University hanno trasformato cellule staminali embrionali di topo nelle strutture chiave dell’orecchio interno. La scoperta è fondamentale per la comprensione dei processi di sviluppo dell’organo dell’udito e pone le basi per nuovi modelli in laboratorio delle malattie dell’orecchio, per la scoperta di nuovi farmaci e per potenziali trattamenti di disturbi uditivi o dell’equilibrio (come le vertigini).

Un gruppo di ricerca guidato da Eri Hashino, Ph.D., Ruth C. Holton professore di Otorinolaringoiatria presso l’Indiana University School of Medicine, ha riferito che, utilizzando un metodo di coltura cellulare tridimensionale, sono stati in grado di indurre le cellule staminali a modificarsi in cellule dell’epitelio sensoriale dell’orecchi interno – cioè in cellule ciliate, in cellule di sostegno e addirittura in neuroni – che rilevano i suoni, i movimenti della testa e la gravità.

I precedenti tentativi di far “crescere” cellule ciliate dell’orecchio interno nei sistemi standard di coltura cellulare hanno avuto risultati non così eclatanti, perché nelle colture piane (tecnicamente Piatti) sono mancati segnali di azione fondamentali per sviluppare pacchetti di cilia – caratteristica peculiare di queste cellule sensorie e una struttura di fondamentale importanza per il rilevamento di segnali uditivi o vestibolari. Ma, il dottor Hashino ha detto che il team ha scoperto che le cellule dovevano essere sospese in in un terreno di coltura specializzata, che ha fornito un ambiente più simile a quello che si trova nel corpo durante lo sviluppo precoce.

Il team ha stimolato il processo di sviluppo precoce con un uso temporalmente sincronizzato di diverse piccole molecole che ha spinto le cellule staminali a differenziarsi, da una fase all’altra, in precursori dell’orecchio interno. Ma è stata anche la sospensione tridimensionale ad aver fornito importantissimi stimoli meccanici, come ad esempio la forza di attrazione reciproca delle cellule.

“La coltura tridimensionale permette alle cellule di auto-organizzarsi in tessuti complessi con aiuti meccanici come quelle che si trovano durante lo sviluppo embrionale”, ha detto Koehler, primo autore dello studio e laureato nel corso di laurea di neuroscienze presso l’UI School of Medicine.

“Siamo stati sorpresi di vedere che una volta che le cellule staminali vengono stimolate a diventare precursori dell’orecchio interno e poi poste in coltura 3-D, queste cellule si comportano come se sapessero non solo come diventare diversi tipi di cellule dell’orecchio interno, ma anche il modo di auto-organizzarsi in un modello molto simile all’orecchio interno nativo “, ha detto il dottor Hashino. “Il nostro obiettivo iniziale era quello di sviluppare soltanto i precursori dell’orecchio interno nella coltura, ma quando abbiamo fatto i test abbiamo trovato migliaia di cellule ciliate nelle nostre colture.”

Test di Elettrofisiologia hanno inoltre dimostrato che le cellule ciliate generate dalle cellule staminali erano funzionanti, ed erano del tipo sensoriale per la gravità e il movimento (non ancora per l’udito). Inoltre, neuroni come quelli che normalmente collegano le cellule dell’orecchio interno al cervello si erano sviluppati nella coltura e si erano collegati in modo autonomo alle cellule ciliate.

Ulteriori ricerche sono necessarie per capire come le cellule dell’orecchio interno coinvolte nella rilevazione uditiva possano essere sviluppate, e come questi processi possano essere applicati per sviluppare le cellule dell’orecchio interno umane.

Tuttavia, il lavoro apre una porta a una migliore comprensione del processo di sviluppo dell’orecchio interno così come la creazione di modelli per sviluppo di nuovi farmaci o la terapia cellulare per il trattamento di disturbi dell’orecchio interno.

Lo studio è effettivamente eccezionale e servirà in futuro non solo contro la sordità, ma anche potenzialmente per molte altre malattie.

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Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

10 Commenti

vito1 marzo 2015 alle 12:34

Sono estremamente interessato perché porto protesi acustiche da ambo le orecchie,da due anni ed ho 78 anni.Qualsiasi progresso mi interessa moltissimo e sarei certamente disposto a sottopormi a qualche esperimento se è possibile.Grazie a Lei per le notizie.Vito

    Leonardo Tei1 marzo 2015 alle 17:36

    Grazie Vito,
    lo studio è all’avanguardia e sicuramente passeranno alcuni anni prima della sperimentazione sull’uomo. Ma non mi stupirebbe se già nei prossimi mesi uscissero altri studi di questo tipo! Sarà mia premura pubblicare ogni progresso!
    A presto!

sergio24 marzo 2015 alle 11:39

Ho una ipoacusia bilaterale dall’età di 4 anni a seguito degli “orecchioni”, ora ho 55 anni. Sono anni che si parla di questa opportunità con le staminali, ma ancora niente. Confesso comunque che ho maturato un certo “dissapore” per questi tempi perennemente e costantemente “posticipati” al p.to che mi fanno credere a “resistenze volute” per non portare a termine e definire questa terapia da parte delle grandi multinazionali che costruiscono apparecchi acustici. Sarebbe una grande cosa per me ritornare a sentire “normalmente”.

    Paolino7 giugno 2015 alle 11:23

    Ciao,anche io ho problemi uditivi. Sappi che un convegno su staminali-udito è stato sponsorizzato da AMPLIFON:non dico altro.

    Carlo10 giugno 2015 alle 16:48

    Non vi preoccupate perché fra due anni la sordità verrà eliminata.

Andry Carris9 giugno 2015 alle 19:40

Salve dottore, senta più o meno si sa fra quanti anni verrà sperimentata sull’uomo, ?? La prego per me è molto importante.. Attendo una sua risposta . Grazie.

    Leonardo Tei12 giugno 2015 alle 9:58

    Salve, so che a molti sta a cuore la questione delle staminali. Una risposta a questa domanda, purtroppo, non esiste. Ci sono troppe incognite e ostacoli da superare. Le consiglio di affidarsi ad un Otorino esperto per farsi consigliare e iniziare una terapia già da adesso.

      roberto13 settembre 2015 alle 19:42

      Buona sera Dottore ho 52 anni porto apparecchi acustici ma le sarei grato se potesse indirizzarmi verso qualcuno per un trattamento o una terapia perlomeno per rallentare la mia sordita’ sono di Verona Grazie per la sua attenzione

        Leonardo Tei16 settembre 2015 alle 9:35

        Le consiglio di cercare un Otorinolaringoiatra di fiducia. Non posso consigliarle nessuno in particolare. Cordiali Saluti

Roberto Di Guglielmo8 settembre 2015 alle 16:41

Buon pomeriggio a tt, mi chiamo Roberto ed ho 33 anni e sono portatore di protesi acustiche. Purtroppo all’ età di 4 anni ho avuto un’ipoacusia bilaterale dovuta da una varicella che mi ha praticamemte distrutto parzialmente le cellule sensoriali. Sarei felicissimo di ricevere aggiornamenti sulla ricerca delle cellule staminali da poter eventualmente in un futuro nn molto lontano subire un trattamento che mi possa far tornare l’udito come una persona normale. Faccio tanti auguri e in bocca al lupo perché possiate raggiungere per noi questo grande obbiettivo nonché per voi un grande successo.

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