L’ascolto della generazione del dopoguerrai baby boomer – è migliore di quello dei loro genitori. Questa è la conclusione di uno studio americano, che mostra che il tasso di deficit uditivo nei baby boomer è in realtà inferiore del 31% a quello dei loro genitori.

Lo studio sottolinea che, nonostante il crescente livello di “rumore personale”, la quantità di rumore intorno a noi è in realtà diminuita grazie alla aumentata attenzione alla riduzione dei rumori sui posti di lavoro. 

Un altro fattore è una migliore assistenza sanitaria e l’uso diffusodi antibiotici, che combattono le infezioni e le infiammazioni che possono causare la perdita dell’udito. I risultati dello studio indicano che il numero stimato con perdita uditiva negli Stati Uniti deve essere rivalutato in meglio. Il numero di persone che si prevede soffriranno di perdita di udito negli Stati Uniti nel 2030 passerà ora da 65,5 milioni a 51 milioni.

Lo studio è stato condotto da ricercatori della School of Medicine e Public Health dell’Università del Wisconsin, utilizzando 5.275 persone nate nell’area di Beaver Dam tra il 1902 e il 1962. Tra gli uomini, lo studio ha mostrato che il 36,4% avevano problemi di udito, rispetto al 58,1% tra uomini nati tra il 1930 e il 1935 quando avevano la stessa età. Tra le donne,  il 12% di quelle nate tra il 1945 e il 1949 hanno problemi di udito, rispetto al 23% di quelle nate tra il 1930 e il 1939.

Questo è sorprendente dato che i baby boomer sono la prima generazione a crescere con concerti rock, a usare sistemi di musica portatili, e sono stati generalmente circondati da più rumore nel loro tempo libero rispetto ai loro genitori.

Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

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