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L’ipoacusia nei bambini e negli adolescenti è connessa a disordini psico-patologici? Un recente articolo, che racchiude molti studi relativi al problema, cerca di rispondere a questa importante domanda. Potete trovare l’abstract dello studio cliccando qui.

L’ipoacusia è una condizione con molte facce e con rilevanti aspetti medici e sociali. Questo studio si propone di esaminare le relazioni tra l’ipoacusia e i disordini psico-patologici e l’effetto di una alterata comunicazione con la vita familiare, in particolare sono prese in considerazione le interazioni genitori-figli.

Un limite molto grosso di questi studi risulta essere metodologico. La valutazione accurata è infatti ostacolata dal linguaggio immaturo dei bambini colpiti da ipoacusia e resa difficile a causa della difficoltà di stabilire un rapporto se il bambino non capisce l’esaminatore.

Queste difficoltà si riflettono anche nei risultati degli studi condotti fino ad ora: in letteratura la prevalenza di sintomi psichiatrici in bambini e adolescenti ipoacusici varia dal 15% al 60%.

Se autismo e sordità possono confondere le rispettive diagnosi nei bambini, molti studi dimostrano che le due condizioni sono spesso connesse. Il motivo di questa associazione risulta ancora oscuro. Molti autori concordano sul fatto che l’ipoacusia non sia una causa di autismo, ma la sordità può essere un segno di danno cerebrale nell’autismo stesso.

Sebbene molti studi abbiano trovato una relazione tra ipoacusia e depressione, ansia e paura sociale, la maggior parte delle ricerche conclude che queste condizioni hanno la stessa prevalenza sia in bambini e adolescenti udenti che non/ipoudenti.

Alcuni studi hanno messo in relazione la sordità con una maggiore impulsività. Questa impulsività non deve essere scambiata con la famosa ADHA  (disordine da deficit di attenzione / iperattività).  Questo disordine non è connesso con i tipi di sordità ereditari, ma ha una certa connessione con i tipi di sordità acquisiti.

Recenti studi hanno mostrato che la presentazione di schizofrenia può variare in bambini e adolescenti con ipoacusia rispetto ai normoudenti. Le cause andrebbero ricercate nella maggiore frequenza di allucinazioni visive.

Concludendo, sebbene l’incidenza di disturbi psico-patologici, emozionali e comportamentali può variare nei bambini ipoudenti e nei bambini normoudenti, questa non sembra essere statisticamente rilevante.

Molto più importanti sono i fattori demografici, medici ed educativi. Un ruolo importante potrebbe essere ricoperto dalle condizioni sanitarie e sociali, dal grado di ipoacusia, dalla capacità comunicativa e dalla deprivazione sociale. Inoltre molti autori enfatizzano altre variabili come i metodi educativi e l’adattamento ed il supporto familiare (soprattutto dei genitori). A dimostrazione di questo ultimo punto ci sarebbe il fatto che i figli ipo- o non-udenti di genitori a loro volta ipo- o non-udenti avrebbero uno sviluppo cognitivo ed emotivo migliore dei figli con sordità di genitori normoudenti.

La materia dello studio è interessante e importante e getta le basi per affrontare meglio il problema. Speriamo che nel futuro si riesca a superare le barriere metodologiche e ad avere maggiori certezze.

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Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

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