Sono molti gli studi scientifici che mettono in relazione l’ipoacusia e la depressione. Un articolo interessante uscito in Aprile 2014 riassume i più importanti studi usciti dal 2005 al 2010. Potete trovare l’abstract all’articolo cliccando qui.

Al primo posto delle malattie che più a lungo convivono con gli individui affetti dalle stesse vi è la depressione. Al secondo posto troviamo l’ipoacusia. Le due condizioni sono strettamente associate.

Infatti nello studio americano risulta che l’11,4% degli adulti che hanno riferito di avere problemi di udito, sono anche colpiti da depressione da moderata a severa, mentre, in aggiunta, il 19,1% ha una depressione lieve. Sorprendentemente questa associazione non sarebbe cosi rilevante al di sopra dei 70 anni, mentre sarebbe significativa per gli adulti tra i 18 e i 69 anni. Molti studi riferiscono che la età compresa fra i 40 e i 49 anni sarebbe particolarmente sensibile allo sviluppo di depressione. Ancor più sorprendente sarebbe il fatto che al di sopra degli 85 anni l’ipoacusia sarebbe addirittura un fattore protettivo contro la depressione.

La percentuale di persone depresse è più alta fra le donne adulte rispetto agli uomini adulti.

Un aspetto interessante è il fatto che la depressione aumenterebbe con l’aggravarsi della ipoacusia e diminuirebbe con la sua terapia.

Le cause di questa associazione andrebbero ricercate nelle conseguenza della ipoacusia stessa. L’ipoacusia è infatti una malattia cronica, subdola e invisibile fra le più frequenti nella vita adulta-anziana e può lentamente, ma inesorabilmente, imporre pesanti ripercussioni sulla vita sociale ed economica di individui, famiglie, comunità e perfino paesi.

L’ipoacusia tende a isolare le persone affette dagli amici e dalla famiglia perchè diminuisce la capacità di comunicare.  Una ipoacusia non trattata adeguatamente deve, quindi, essere considerata una della cause principali di effetti negativi sociali, psicologici, cognitivi e sulla salute. Importante è quindi un intervento precoce di riabilitazione e terapia.

La terapia è infatti fondamentale. Dallo studio risulta che molto colpiti da depressione sono quei soggetti  che hanno una ipoacusia moderata e che sottovalutano il problema. Chi invece ha più di 60 anni ed ha una ipoacusia grave, risulterebbe meno colpito da depressione. Questo perchè, molto probabilmente, l’individuo con ipoacusia grave  ricorre a cure e interventi appena si presenta il problema.

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L’utilizzo di apparecchi acustici e il miglioramento della qualità della vita vanno quindi di pari passo. Chi invece non usa apparecchi acustici sarà più propenso a tristezza, paura, ansia, paranoia, diminuzione della attività sociale, confusione emotiva e insicurezza.

Un pò di numeri:

  • il 56% degli utilizzatori degli apparecchi acustici ed il 66% dei loro familiari notano un miglioramento delle relazioni a casa e con gli altri  e una migliore confidenza
  • inoltre il 36% di chi porta gli apparecchi acustici ed il 39% dei familiari confermano un miglioramento della salute mentale

Aspettando altri studi, magari italiani o europei, consigliamo quindi di intervenire il prima possibile per evitare queste spiacevoli conseguenze.

 

Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

3 Commenti

Nicolò Pirri27 giugno 2016 alle 20:48

Buona sera sono ragazzo di 23 anni. dal 2014 Soffro di ipoacusia monolaterale sinistra sulle frequenze alte e acufeni, a causa di un barotrauma, con tutti i problemi a livello sociale che ne conseguono. Insomma per me fare tutto ciò che facevo prima è impossibile, come andare a lezione o semplicemente bere una birra in un bar. Vorrei sapere se esistono apparecchi acustici per chi soffre di problemi come i miei.

    Lucia Bigiarini1 luglio 2016 alle 22:40

    Salve. Gli apparecchi acustici riescono a coprire ogni tipo di sordità e alcuni hanno anche la possibilità di lenire il fastidio dell’acufene. Le consiglio di effettuare una visita da un otorino, se ancora non è stata fatta. Cordiali saluti

    raffaella23 maggio 2018 alle 17:47

    sono una portatrice di impianto cocleare ma ho portato le protesi acustiche per oltre un trentennio e, talvolta, mi venivano gli acufeni; in quei momenti toglievo la protesi finchè mi passavano, in quanto notavo che – facendo così – erano di durata minore.
    dico questo perchè – almeno per la mia sordità – non è vero che la protesi acustica risolve anche il problema degli acufeni.

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