2015-09-08_14h00_10

In luglio 2015 è uscito uno studio sul “The Journal of Neuroscience” che ha dimostrato la possibilità di rigenerare e soprattutto far sopravvivere cellule capellute nella coclea di mammiferi.
Lo studio è stato condotto da Kuo e coll..

La perdita dell’udito negli esseri umani causata da invecchiamento, dall’esposizione al rumore, o a farmaci ototossici (cioè, cisplatino o alcuni antibiotici) è permanente e colpisce tutti i segmenti della popolazione, in tutto il mondo. Tuttavia, gli uccelli (leggi anche qui), rana, e pesci hanno la capacità di recuperare l’udito, e recenti studi si sono concentrati sulla comprensione e l’applicazione di ciò che abbiamo imparato da loro per ripristinare l’udito negli esseri umani. Purtroppo gli studi sono stati ostacolati dalla scarsa efficienza, da limitati numeri cellulari rigenerati e dalla successiva morte di questi.

I ricercatori hanno descritto un approccio combinatorio, che si traduce nella generazione di molte cellule uditive che sopravvivono nell’adulto in vivo. Questi risultati forniscono una base per terapie di restauro dell’udito.

Come già detto, la coclea dei mammiferi ha soltanto una minima capacità di rigenerazione spontanea delle proprie cellule, e la perdita di cellule sensoriali capellute (in inglese, Hair Cell – HC) conduce a una perdita permanente dell’udito. Nei vertebrati non mammiferi, la rigenerazione spontanea delle cellule capellute cocleari avviene attraverso la proliferazione e la differenziazione delle cellule di sostegno circostanti (SC).

La rigenerazione dopo la nascita in vivo delle HC nelle coclee nei mammiferi rimane limitata ad un piccolo numero di HC con la successiva morte delle stesse cellule rigenerate.

Gli scienziati hanno descritto la possibilità di rigenerazione di HC in vivo nella coclea di topi di laboratorio 10 volte in più a quanto riportato in precedenza, la maggior parte dei quali sopravvivono fino all’età adulta.

I ricercatori hanno raggiunto questo combinando l’espressione di una forma costitutivamente attiva di β-catenina con l’espressione ectopica di Atoh1 (un fattore importante per la HC) in cellule Lgr5 (+). Si presume che queste cellule siano i progenitori delle SC e delle stesse HC. Con espressione ectopica di un gene si intende l’espressione di un gene in una sede non propria, dunque diversa da quella fisiologica.
Questo ha permesso di scoprire un aumento sinergico sia nella proliferazione che nella differenziazione cellulare.

Sorprendentemente la tracciatura genetica ha rivelato che solo un sottoinsieme di Lgr5 (+), in particolare le cellule che si trovano medialmente alle HC interne risponde a questa combinazione. Questo evidenzia una eterogeneità finora sconosciuta all’interno delle Lgr5 (+) stesse.

I dati della ricerca quindi indicano che la β-catenina e Atoh1 mediano effetti sinergici sia sulla proliferazione e la differenziazione di un sottoinsieme di cellule cocleari Lgr5 (+), superando così le limitazioni principali di rigenerazione di  HC in vivo.

Questi risultati forniscono una base per terapie combinatorie geniche per la perdita dell´udito.

A proposito di terapia genica leggi anche qui.

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

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Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

6 Commenti

marco23 settembre 2015 alle 17:29

Buona sera dott.Leonardo Tei
Siamo tutti molto speranzosi in questa ricerca per ripristinare l’udito perso.
Mi chiedevo se per caso questa soluzione puo’ essere rallentata dal business delle protesi acustiche, insomma se cè davvero interesse in italia? e chissà tra quanto tempo.
grazie anticipatamente

    Leonardo Tei24 settembre 2015 alle 8:45

    La ricerca e la scienza vanno avanti regolarmente e in modo esponenziale. Non penso che possano essere ostacolate da niente.

cristina27 dicembre 2015 alle 11:58

salve dottore, augurandole buone feste, vorrei chiederle che tipo di esame si deve fare per capire se le cellule in coclea sono morte. Soffro da quando ero piccola di anacusia sinistra e se il problema prima nn era un “problema” adesso ci sto perdendo la testa,,, soprattutto quando arriva il freddo e arrivano le otiti… che fastidio e che nervosismo… grazie mille :D

    Leonardo Tei28 dicembre 2015 alle 20:14

    Attraverso un esame specialistico effettuato da un Otorinolaringoiatra e con ausilio dei Test audiometrici è possibile capire se il problema risiede nell’orecchio medio o nell’orecchio interno dove si trovano le cellule ciliate. Le consiglio di prendere un appuntamento per una visita otorinolaringoiatrica per chiarire l’origine delle otiti recidivanti.
    Cordiali saluti

Renzo fauciglietti5 marzo 2017 alle 6:06

A che punto sono le sperimentazioni sulla rigenerazione delle cellule cigliate all’orecchio grazie anticipate

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