2016-07-27_17h17_04

Un recente studio ha dimostrato che ascoltare frequentemente musica in cuffie intraauricolari può far perdere fino al 90% delle fibre nervose cocleari che permettono di trasmettere i suoni al cervello.

I ricercatori della Eaton Peabody Laboratory della Harvard Medical School negli Stati Uniti hanno scoperto che la perdita del 90% delle fibre nervose cocleari non compromette comunque la capacità di rilevare un tono in ambienti silenziosi. Ma una volta che si introduce un rumore di fondo, la  capacità uditiva si riduce drasticamente. Pertanto, le cellule ciliate dell’orecchio interno possono essere completamente intatte, ma l’udito è compromesso se le sinapsi nervose vengono danneggiate.

Per decenni, gli scienziati hanno studiato, quasi esclusivamente, la perdita di cellule ciliate come indicatore di perdita dell’udito. Uno studio pubblicato dalla Acoustical Society of America però riporta una “perdita dell’udito nascosta“. Per capire di cosa si tratta, dobbiamo analizzare come funziona l´udito.

Le onde sonore viaggiano attraverso l’orecchio medio nella coclea dell’orecchio interno, dove stimolano le cellule ciliate. L’organo del Corti, all’interno della coclea, quindi trasforma il movimento fisico delle cellule ciliate in impulsi elettrici per il cervello. E qui la scoperta è stata fatta. E’ stato poi semplice capire che un danno alle fibre nervose che trasportano tali impulsi al cervello provoca un danno all’udito.

I ricercatori raccomandano vivamente di ascoltare musica in cuffie intraauricolari con cautela, non esistendo ancora un trattamento conosciuto per i danni al nervo cocleare.

“Le fibre nervose non potranno mai riconnettersi”, ha detto Charles Lieberman, direttore del Eaton Peabody Lab, nello studio. “Loro non rispondono più al suono, e, nel giro di pochi mesi o anni, il resto del neurone scomparirà.”

Ricordate la regola 60/60

Per evitare un indebolimento dell’udito, si consiglia di utilizzare cuffie che coprono anche il padiglione auricolare. Esse rappresentano una sorgente di suono più naturale, ammorbidendo il carico all’orecchio interno.

Gli esperti suggeriscono di seguire la regola 60/60: non più del 60% del volume per non più di 60 minuti.

Fonte: www.nydailynews.com e www.sciencedaily.com

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Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

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