Le cellule ciliate sono di vitale importanza per il nostro udito. Un particolare gene situato nelle cellule dell’orecchio può essere una delle cause per cui il nostro corpo non è in grado di rigenerare nuove cellule ciliate dell’orecchio interno e sostituire le cellule ciliate morte.

Gli scienziati della Harvard Medical School sperano che la scoperta del gene possa aprire la strada per il futuro trattamento della perdita di udito età-correlata, che è spesso una delle cause dalla perdita delle cellule ciliate dell’orecchio.
La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science, ha scoperto che una proteina prodotta dal gene cosiddetto retinoblastoma (pRb) impedisce la generazione di nuove cellule uditive per sostituire le cellule ciliate morte. Questa mancata rigenerazione è alla base di un calo e della perdita dell’udito.

I risultati sono stati sorprendenti! Gli scienziati sono riusciti in alcuni topi di laboratorio a disattivare il gene. Hanno successivamente osservato che le nuove cellule ciliate hanno iniziato a crescere e diffondersi nei topi con il gene disattivato.

“La cancellazione di questo gene può permettere alle cellule ciliate di continuare a dividersi. Esse, infatti, non sono più limitate dal controllo della crescita. Questo lavoro ci dà una base preziosa e offre spiegazioni del meccanismo di controllo di queste cellule, che potrebbe portare ad una eventuale applicazione clinica con la rigenerazione delle cellule ciliate perdute” dottor David Corey, scienziato della Harvard Medical School.
Il Dr. Corey ha tuttavia sottolineato che molta più ricerca è necessaria prima che possa essere scoperto e applicato un trattamento contro la perdita dell’udito età correlata.

Fonte: news.bbc.co.uk

Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

44 Commenti

Villiam Ferretti17 luglio 2015 alle 17:49

Ho 67 anni è molto tempo che cerco sul web di un farmaco che aiutasse a farmi risentire le alte frequenze, (oltre i 5000 hz non sento più niente)
Nel 2013 una quarantina di persone si sono sottoposte come cavie per provare farmaci per la ricrescita delle cellule ciliate,da questi non è uscito nessun risultato ? Quanti anni occorrerà aspettare per ripristinare almeno in parte l’udito senza apparecchi elettromeccanici ?

    Leonardo Tei20 luglio 2015 alle 10:03

    La ricerca procede, ma le incognite sono troppe. Purtroppo non è possibile dare una risposta sulle tempistiche. Le consiglio, comunque, di non aspettare e di rivolgersi ad un Otorino per trovare la soluzione adatta a lei. La perdita di udito deve essere contrastata il prima possibile. Per quanto riguarda lo studio del 2013, mi sa dare indicazioni maggiori? Se possibile farò delle ricerche appositamente.

lina28 luglio 2015 alle 12:47

buongiorno dottore.ho letto che alla scuola s anna reparto di biorobotica,arriva la stimolazione wireless per il parkison applicabile per il trattamento di sordita al nervo acustico.io e le due mie figlie abbiamo problemi neurosensoriale.grazie se puo farmi sapere qualcosa.

    Leonardo Tei10 agosto 2015 alle 13:44

    Cercherò informazioni a riguardo e, se possibile, scriverò un articolo. Grazie mille della segnalazione!
    Cordiali saluti

patrizio4 dicembre 2015 alle 10:47

Sai se la sperimentazione di cui si parla in questo articolo è partita ?
http://www.medimagazine.it/sordita-prima-terapia-genica-mondo-per-ripristinare-ludito/

    Leonardo Tei4 dicembre 2015 alle 22:37

    Attualmente si trova quasi alla fine della fase 1. Ricordo che la sperimentazione di nuovi farmaci ha 3 fasi. I risultati definitivi si avranno a fine 2017!
    Nei prossimi giorni scriverò un articolo sullo Studio in questione.
    Le consiglio intanto di leggere questo articolo (http://www.cisento.com/ricerca/due-geni-per-curare-la-sordita/) con il quale le sarà possibile capire lo Studio.

Lorena28 dicembre 2015 alle 0:10

Buonasera dottore …vorrei sapere se gli studi sulla rigenerazione delle cellule ciliate possono riguardare anche gli acufeni dovuti appunto a tale perdita e quindi dati per inguaribili . Questo sta diventando un grande problema visto che il15%della popolazione mondiale soffre di acufeni compresa la sottoscritta .grazie :))

    Leonardo Tei28 dicembre 2015 alle 20:16

    Le possibili terapie con cellule staminali o con geni introdotti artificialmente possono teoricamente aiutare anche contro gli acufeni e il tinnito.
    Appena saranno pronti i risultati degli studi più recenti, scriverò un articolo a riguardo.

michele26 gennaio 2016 alle 21:54

Non mi resta solo ke sperare in giovani dottori cm lei ho 41.anni e da parekki anni soffro anke.a livello psicologico.ed emotivo la.perdita dell udito.a seguito di una meningite seguo cn apprensione un qualsiasi notizia cordiali.saluti

Pasquale15 febbraio 2016 alle 12:33

Buongiorno dottore. A Mio figlio nato a 24 settimane è stata diagnosticata alla nascita una Ipoacusia grave seurosensioriale. Porta le protesi acustiche esterne . Ha 15 anni ora. Volevo sapere un centro pubblico dove poter fare gli accertamenti necessari x capire la causa . Grazie

    Leonardo Tei16 febbraio 2016 alle 14:13

    Purtroppo non posso consigliarLe un centro in particolare. Le cause di una ipoacusia neurosensoriale congenita si dividono in endogene (genetiche) e esogene, cioé causate da agenti esterni durante la gravidanza o il parto, per esempio infezioni, farmaci assunti dalla madre, problemi legati al parto stesso (traumi, asfissia). Molto spesso risulta difficile trovare una causa. Le consiglio di rivolgersi al proprio pediatra o otorino.

Fabio23 febbraio 2016 alle 10:24

Salve. Volevo fare due domande. 1 esiste un esame o un modo per capire se le cellule ciliate sono veramente danneggiate?
2 se le cellule ciliate si sono danneggiate i sintomi non dovrebbero essere presenti 24 ore su 24 visto che è presente il danno.? Esempio acufeni o sordità .

    Leonardo Tei23 febbraio 2016 alle 10:56

    Attraverso un esame audiologico presso un otorino è possibile capire se la sordità dipende da un problema dell’orecchio medio ( es. catena degli ossicini) o dell’orecchio interno (es. coclea/cellule ciliate). Un danno permanente alle cellule ciliate causa naturalmente sintomi costanti.
    Cordiali saluti

Giulio10 aprile 2016 alle 12:39

Buongiorno dottore,
Ho una domanda per lei.
Due mesi fa ho subito un trauma acustico dopo serata in un locale, da allora soffro di un acufene all orecchio dx. In questi due mesi tale sintomo era prima sparito, poi tornato con annessi senso di nausea e vertigini.
L esame audiometrico è però perfetto, sono normoacusico.
Vorrei chiederle se un danno irreversibile alle cellule cliate della coclea è possibile anche in presenza di un udito non danneggiato…
Lei che dice? Perchè questi acufeni non passano?
Grazie

    Leonardo Tei10 aprile 2016 alle 19:15

    Gli acufeni hanno una eziologia molto varia e ancora non del tutto chiarita. Se lei presenta un normale esame audiometrico, le sue cellule ciliate non sono danneggiate. La sintomatologia da lei descritta potrebbe avere una origine vestibolare o essere dovuta alla sindrome di meniere. Le consiglio una visita da un otorino, il quale attraverso la anamnesi e la sintomatologia potrà darle una diagnosi con maggiore sicurezza e iniziare una terapia. Cordiali Saluti.

      Giulio11 aprile 2016 alle 17:05

      Grazie per la risposta dottore,
      domani effettuerò una visita audiologica e sottoporrò al medico anche la sua interessante possibilità.
      Le volevo chiedere però un’ultima cosa.
      Se gli acufeni sono sorti immediatamente dopo il trauma acustico, come è possibile che si tratti di meniere (o idrope, a questo punto?) essendo pressochè certa la causa dell’insorgenza degli acufeni?
      grazie in anticipo per la risposta.
      Saluti

        Leonardo Tei11 aprile 2016 alle 22:03

        Se c’è stata una finestra senza sintomi, non posso escluderle. Ripeto che con una anamnesi accurata e con una precisa descrizione della sintomatologia ( durata, carattere, sintomi accessori) il suo otorino potrà capirne la causa. La terapia degli acufeni idiopatici può consistere a volte in infusioni di cortisone e/o infusioni reologiche.

          matteo simoncini15 maggio 2016 alle 21:09

          Egregio dottore ,
          io soffro di una ipoacusia media progressiva nel tempo in maniera lieve ma continua.Per ora riesco a cavarmela senza apperecchi acustici ma non so’ ancora per quanto. La cosa strana e’ che mio padre , mio zio paterno , e mia nonna paterna lo stesso ne soffrivano. Cosa ancor piu’ strana e’ che il test audiometrico di mio padre fatto quando aveva la mia stessa età e’ praticamente identico al mio. Io mi sono sottoposto anche a test genetico ma non hanno trovato geni implicati per la sordita’ genetica. Quindi mi sembra che nel mio caso non sappiano che pesci prendere. L’ultimo otorino mi ha detto che secondo lui dopo gli esami specifici a cui mi ha sottoposto tra cui potenziali evocati e otoemissioni è anche da escludere una patologia autoimmune. Infatti mi ha fatto fare esami specifici del sangue che evidenziano che non c’e’ nemmeno questa possibilita’. Quindi mi ha detto che il problema parte dalla coclea e le cellule ciliate. Ho fatto anche la risonanza e nulla …… Volevo chiederle se nel mio caso la terapia genica funzionerebbe e volevo anche chiederle in merito ad un sito che tratta dei nuovi apparecchi acustici del futuro che imitano l’udito della mosca Ormia ochracea. Le mando il link http://www.lescienze.it/news/2014/07/22/news/amplificatore_microscopico_imita_mosca_parassita-2221325/?refresh_ce
          In attesa riscontro la saluto e le auguro buona serata

           

          Leonardo Tei16 maggio 2016 alle 9:53

          La terapia genica va a rigenerare le cellule ciliate danneggiate. Quindi è efficace in tutti i casi in cui le cellule presentano un danno. Per il suo caso, come per tutti gli altri, dobbiamo aspettare le indicazioni terapeutiche che ci fornirà la azienda. Riguardo agli apparecchi acustici che lei cita, cercherò di informarmi su riviste scientifiche e scriverò un articolo.
          Cordiali saluti

           

matteo16 maggio 2016 alle 19:12

Dottore la ringrazio molto e attendo il suo articolo. Le auguro una buona giornata

matteo19 maggio 2016 alle 20:08

Dottore un’ultima precisazione.
Sul suo sito ho visto un’articolo dove c’e’ scritto ” Questa terapia non aiuterebbe le persone con tipi di sordità ereditaria in cui le strutture nell’orecchio necessari per sostenere la nuova crescita delle cellule ciliate sono mancanti o che hanno un danno al nervo uditivo, ma i ricercatori ritengono che CGF166 potrebbe potenzialmente beneficiare le persone che hanno acquisito la loro perdita di udito attraverso tossicità da farmaci, danno da rumore e l’invecchiamento”.
Io come le dicevo ho sono affetto da una sordità ereditaria pero al momento la mia sordità è media . La mia perdita è progressiva e lenta nel tempo.
A 18 anni per esempio avevo un udito quasi normale , a 26 un pochino peggio e ora a 37 ancora un pochino peggio. L’otorino mi ha detto che comunque è progressiva anche se lenta.
lei pensa che le mie cellule , se la sperimentazione avra’ esito positivo , possano essere rigenerate? A detta dell’articolo no …. Avrebbe la cortesia dki spiegarmelo un po meglio? Grazie e cordiali saluti

    Leonardo Tei19 maggio 2016 alle 21:40

    Come detto dobbiamo aspettare le indicazioni terapeutiche. La sperimentazione è stata fatta solo su alcuni tipi di sordità, ma non è detto che non funzionerà sulle altre ipoacusie. Ma è tutto ipotetico, dobbiamo aspettare i risultati.

      matteo22 maggio 2016 alle 20:22

      Certo Dottore ,
      speriamo solamente che non si tratti dell’ennesima bufala di cui Internet ormai è saturo.
      Spesso ci si imbatte in eclatanti scoperte mediche sul web che poi scompaiono senza lasciare nessuna traccia oppure vengono successivamente demolite come bufale.
      Non a caso questa volta ho chiesto ad un esperto come lei.
      La ringrazio ancora e attendo sue notizie in merito al seguente articolo

      http://www.lescienze.it/news/2014/07/22/news/amplificatore_microscopico_imita_mosca_parassita-2221325/?refresh_ce

      Cordiali saluti

        Leonardo Tei22 maggio 2016 alle 21:46

        La sperimentazione è partita. Può seguirla qui: https://clinicaltrials.gov/ct2/show/study/NCT02132130
        Per quanto riguarda l’articolo in questione ho trovato precedenti pubblicazioni sulla mosca Ormia. Quella a cui si riferisce prende in considerazione un microscopico organello nell’orecchio della mosca che permette di percepire la provenienza della fonte rumorosa. Non ho trovato riferimenti a futuri apparecchi microscopici. Cordiali saluti.

          matteo23 maggio 2016 alle 9:03

          Egregio dottore ,
          dall’articolo qui presente , che purtroppo è in spagnolo , si evince che da una larva di questa mosca si è potuto disegnare amplificatori di suono (traduzione di audifonos) con caratteristiche tecniche e dimensioni eccezionali.

          http://fonacustica.com/noticias/tag/audifonos-y-moscas/

          Grazie mille ancora

           

          Leonardo Tei27 maggio 2016 alle 11:26

          Non sono riuscito a trovare niente a riguardo nella letteratura ufficiale. Mi dispiace.

           

    Angela11 settembre 2016 alle 14:27

    Ho lo stesso problema e a quanto pare non c’è soluzione. Io ho iniziato a portare gli apparecchietti acustici, ma non servono molto. Non danno un buon recupero. Se sai qualcosa di nuovo aggiorniamo ci a vicenda se ti va.

matteo simoncini27 maggio 2016 alle 21:31

Innanzitutto dottore la vorrei ringraziare per la sollecitudine dimostarata nel rispondere alle mie assidue domande dettate da una forte preoccupazione personale.
Gradirei pero’ alcune delucidazioni in merito ad alcuni dubbi che ho cosicche’ possa avere una conoscenza piu’ ampia ed agire con piu’ accortezza in merito al mio problema.
Come le dicevo soffro di una ipoacusia con acufeni definita media dal mio otorino e da altri. Per ora non indosso protesi acustiche perche’ un po’ mi vergogno.
Non ho mai avuto un udito perfetto , come le dicevo prima , sin da bambino , ma ora all’eta’ di 37 anni mi sto rendendo conto che le difficolta’ stanno aumentando .
Dal test audiometrico risulta infatti che comunque , progressivamente , anche se lievemente , l’udito sta peggiorando.
Il mio otorino dice che se tardo a mettere una protesi acustica il cervello potrebbe perdere di plasticità dimenticando i suoni al momento in cui decidero’ di indossare la protesie non ne avro’ un grande beneficio . E’ vero questo ?
Nel caso in cui la terapia genetica, per la ricostruzione delle cellule ciliate della coclea funzionasse , quindi la coclea tornasse ad essere perfetta ,ma il cervello della persona in causa avesse perso la plasticita’ nel riconoscere i suoni (ammesso che cio’ sia vero) , che beneficio potrebbe apportare?
Altro dubbio.
I soggetti che indossano l’impianto cocleare per sordità gravi si suppone abbiano un cervello non molto allenato e plastico nel riconoscere i suoni .
Allora quale è il beneficio dell’impianto e degli apparecchi acustici per sordita’ grave? Apportano benefici nella comprensione del linguaggio parlato?
E’ vero che i sordi sono soggetti a demenza e che il 90% dei suddetti soffre di acufeni?
E’ sempre vera la relazione acufeni = sordita? O esistono anche soggetti ipoacusici non affetti da acufeni?
Acufene di tonalita’ grave = perdita sulle frequenze basse ?
Acufene di tonalità acuta = perdita sulle alte frequenze ?
Questa deduzione l’ho fatta perche’ la mia ipoacusia e’ sulle alte frequenze e soffro di acufeni con tonalita’ acuta. Quindi ho dedotto cio’.E’ esatto?
Dormire con i tappi nelle orecchie fa perdere l’udito e genera acufeni o il contrario?
Premetto che sono venuto a conoscenza di alcune cose riguardo all’ipoacusia parlando con il mio otorino (molto superficialmente) e facendo delle ricerche su internet . Ma sempre superficialmente.
Mi scuso anticipatamente per tutte le domande che le ho fatto con la promessa che non la tempestero’ mai piu’ di quesiti e la ringrazio molto per la cortesia e la disponibilita’ nonche’ la chiarezza e l’umanita ‘che ha dimostrato con me e credo di poter dire , con tutti gli altri utenti sino ad adesso.
Buona serata.

    Leonardo Tei28 maggio 2016 alle 11:45

    Nessun problema.
    Il suo otorino ha ragione. Il cervello perde plasticità e, detto in parole povere, si abitua a non sentire. Gli interventi futuri (protesi o impianto) sono meno efficaci e richiedono comunque molto tempo. Gli impiantati riescono a sentire dopo una lunga riabilitazione e esercizio. La terapia genica é un punto di domanda. Non sappiamo ancora la sua efficacia. Le consiglio di ricorrere alle protesi che ormai sono diventate un oggetto di design al pari degli occhiali. Non deve ricorrere necessariamente a quelle color rosa.
    Gli ipoacusici hanno una probabilità maggiore di sviluppare demenza senile, con o senza acufeni.
    Esistono ipoacusici con e senza acufeni.
    Gli acufeni vanno a disturbare e coprire determinate frequenze, quindi si sente meno dove gli acufeni colpiscono.
    Dormire con i tappi non genera acufeni.
    Cordiali saluti

matteo Simoncini8 luglio 2016 alle 20:18

Salve dottore ,
avrei ancora una domanda in merito allo studio della terapia genica . Infatti cito testualmente le parole dell’articolo “Questa terapia non aiuterebbe le persone con tipi di sordità ereditaria in cui le strutture nell’orecchio necessari per sostenere la nuova crescita delle cellule ciliate sono mancanti o che hanno un danno al nervo uditivo, ma i ricercatori ritengono che CGF166 potrebbe potenzialmente beneficiare le persone che hanno acquisito la loro perdita di udito attraverso tossicità da farmaci, danno da rumore e l’invecchiamento.”
A me hanno riscontrato una sordita’ ereditaria come le dicevo, ma non hanno assolutamente capito se il problema si situato nel cervello ,nel nervo acustico o nella coclea.
Fermo restando a cio’ che riporta l’articolo io non potrei (ammesso ovviamente che la sperimentazione abbia esito positivo) usufruire della cura .
Me lo conferma lei dottore ?
E se si perche?
Grazie ancora e cordiali saluti

    Leonardo Tei8 luglio 2016 alle 21:31

    Secondo i ricercatori avranno un beneficio dalla cura le persone con un danno nelle cellule ciliate, il “bersaglio” della terapia stessa. Se il danno è altrove o le strutture necessarie all’udito sono mancanti sarà chiaramente improbabile ottenere un beneficio.

Matteo Simoncini8 luglio 2016 alle 22:50

Certo dottore , questo mi è’ chiaro.
La cosa che pero’ mi risulta di difficile comprensione e’ come si fa a capire se effettivamente il danno è localizzato a livello delle cellule ciliate.
Mi spiego meglio.
Nel mio caso dispongo di esame audiometrico , esame autoimmune (esito negativo) , otoemissioni , potenziali evocati e test genetico (che non rileva la presenza di geni responsabili della sordita’ pero’ rileva un ereditarietà familiare da me appunto descritta con tanto di esami dei miei parenti alla mano). Dispongo inoltre degli esami audiometrici di mio padre fatti nel tempo in cui aveva la mia età che sono praticamente sovrapponibili ai miei .Identici.
Esito degli esami : ipoacusia media percettiva sulle alte e medie frequenze a corda molle.
Nessun otorino ad oggi ha saputo localizzare , nonostante gli esami che mi hanno prescritto , la regione danneggiata dell’orecchio che causa la relativa ipoacusia. Ovvero se dipenda dalla coclea o dalle strutture necessarie all’udito mancanti.
Alcuni mi hanno risposto che non si puo’ sapere nello specifico da dove provenga la causa ma che comunque e’ presente un’ereditarieta’.
Ora la mia domanda è questa: ” se in venticinque anni che faccio esami ,nessuno e’ stato in grado di trovare la zona responsabile della mia sordita’(coclea,nervo acustico , cervello ecc.ecc.) che cosa posso sperare nel caso in cui la terapia genica funzionasse? OVVERO come farebbero a capire quale sia la zona uditiva che non funziona se ad oggi non l’hanno compreso?
Altra domanda :” con gli esami da me in mano e’ possibile evincere la causa della mia sordità secondo lei dottore ?
Ora qui di seguito le scrivo il responso dei potenziali evocati e delle otoemissioni:
potenziali evocati au dx : a 80 db NHL p.e. tutte le onde morfologicamente ben rappresentate.Latenze e picchi nei limiti.
potenziali evocati au sn : a 70 db NHL p.e. tutte le onde morfologicamente ben rappresentate.Latenze e interpicchi nei limiti.
Conclusioni: Conduzione centrale bilateralmente nei limiti della norma.
Oteoemissioni orecchio destro assenti e orecchio sinistro presenti.
Se vuole maggiori chiarimenti in merito le posso inviare i miei esami scannerizzati con quelli di mio padre.
Grazie infinite e cordiali saluti

    Leonardo Tei9 luglio 2016 alle 18:21

    Purtroppo non posso rispondere alla sua domanda. Lo so che ripone molte speranze in questa terapia, ma al momento non é possibile fare alcuna previsione. Anche qualora sia efficace.
    Posso aggiungere che in presenza di questi esami, se la conduzione centrale é normale e le otoemissione destre assenti, il danno si trova a livello cocleare. Ma non é possibile dire se per difetti delle cellule ciliate o delle cellule o delle strutture di supporto. Mi affiderei alle consulenze dei colleghi specialisti.

matteo simoncini11 luglio 2016 alle 0:09

Grazie mille dottore

    matteo Simoncini11 settembre 2016 alle 20:47

    Salve dottore , volevo chiederle se ha da darci delle news . Io ho provato a cercare su internet ma nulla . Cordialita’

Fabio Severi23 agosto 2016 alle 12:45

Egregio dottore, da circa 1 anno mi capita di perdere 30 db sui 250 hz e circa 15 sui 500 hz ogni 3 mesi per 10 giorni circa. La causa dovrebbe essere l’articolazione temporo madibolare che risolvero a breve. Quando sto bene senza ipoacusia ne acufeni mi rimane pero una leggera amplificazione dei toni bassi nell’orecchio in questione ( che ho dimostrato scaricandomi un generatore di toni : per esempio i 100 hz li sento lievemente piu grossi nell’orecchio col problema) come si spiega meccanicamente la cosa ? Dipende percaso dai muscoli mandibolari ( sempre molto contratti dalla stessa parte dell’orecchio) che danno piu spinta alla catena degli ossicini ? Grazie

    Leonardo Tei24 agosto 2016 alle 10:58

    Difficile rispondere senza una visita specialistica. Le consiglio di rivolgersi ad un Otorinolaringoiatra di fiducia. Cordiali saluti.

      matteo simoncini11 settembre 2016 alle 20:54

      Salve dottore , volevo chiederle se ha da darci delle news . Io ho provato a cercare su internet ma nulla . Cordialita’

Adrian22 settembre 2016 alle 9:43

Buongiorno Dottore:
Soffro di acufene dal 2013.
Otoemissioni acustiche nella norma.
Calo uditivo alle altissime frequenze.
Domanda:
Se le otomissioni sono a posto.,,non ho danni alle cellule ciliate..,??
Per cui se il calo uditivo è dovuto alla acufene che mi Maschera alcune frequenze.,??
Per cui forse il mio acufene ha origine periferica.??
Grazie.

matteo simoncini4 ottobre 2016 alle 20:55

Credo che il dottore ci abbia lasciato

    Adrian10 ottobre 2016 alle 17:26

    Speriamo di no.
    C’è bisogno di un aiuto.
    A volte ….

      matteo simoncini13 ottobre 2016 alle 22:12

      Penso che l’insistenza di alcuni nel riformulare sempre domande molto simili, me compreso , abbiano fatto si’ che il dottore alla fine , non sapendo piu’ cosa rispondere , si defilasse. In effetti penso abbia avuto ragione. Il problema pero’ e’ che la razionalita’ di alcuni pazienti malati alle volte viene meno lasciando il posto all’emotivita’ incontrollata che porta a fare domande ripetitive ed alle volte banali. Siamo esseri umani e come tali purtroppo fragili …… non solo di udito 🙂

Mari7 marzo 2017 alle 1:18

Dottore buonasera… Diagnosi dal mio otorino:Neurolabirintite con grave ipoacusia a destra…
É stato un episodio improvviso accompagnato da vertigine,vomito e acufeni…
Sto facendo terapia con Deltacortene,Neuraben e Vessen in più dovrò fare terapia Oti…
Domanda:Quante possibilità ho di recuperare l’udito?

    Leonardo Tei31 marzo 2017 alle 11:58

    Difficile rispondere senza una anamnesi accurata ed un esame obiettivo. Le consiglio di affidarsi ai consigli del suo Otorino.
    Cordiali saluti.

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