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Lo scienziato americano Blake S. Wilson ha gettato la prima pietra per la scoperta dell’impianto cocleare e per il suo largo utilizzo. Quello che una volta era considerato un “folle sogno”, è diventato una splendida realtà con il suo aiuto.

Blake Wilson, ingegnere elettronico, ha dedicato una grossa parte della sua carriera alla ricerca sull’udito ed è stato un pioniere degli studi sul suono. E’ grazie al suo lavoro se i portatori di impianto cocleare possono sentire il parlato senza leggere le labbra o telefonare senza problemi.

Negli anni ’70 riuscì ad inventare un piccolo computer che analizzava il parlato e lo trasformava in segnali luminosi. La voce diventava così “visibile” attraverso led luminosi. Gli ipoudenti potevano così avere un supporto in più oltre alla lettura delle labbra.

Dopo la creazione della prima “bozza” di impianto cocleare, Wilson volle approfondire l’argomento. Grazie ad una borsa di studio frequentò nel 1978 un centro di ricerca negli USA che aveva creato un impianto cocleare. Nello stesso anno partecipò in prima persona al programma Impianto Cocleare nella Università della California a San Francisco. I primi impianti, sebbene all’avanguardia, avevano grosse limitazioni. Dal 1983 Wilson era a capo di un programma di ricerca presso il Research Triangle Institute, North Carolina. Obbiettivo centrale era scoprire una “strategia” di trasformazione del suono per permettere ai non/ipoudenti di comprendere meglio.

Verso la fine degli anni ottanta Wilson e coll. trovarono questa strategia che permise ai portatori di IC di sentire meglio. La loro invenzione “Continuous Interleaved Sampling”-Strategie (CIS) è usata ancora oggi.

 

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Ingegnere elettronico e Professore presso la Duke University. Per la sua ricerca ha ottenuto nel 2013 il “Lasker Award”, considerato il premio Nobel americano per la ricerca medica.

Quando Lei iniziò le sue ricerche, l’impianto cocleare era ancora agli albori. E’ stato molto difficile trovare la giusta strategia?

“Sono stati molti gli errori e le tribolazioni. Eravamo un Team di sei persone, ognuna con la propria idea. Nei primi tre anni abbiamo provato letteralmente centinaia di volte. Allora capii che non dovevo fossilizzarmi su una idea, l’importante è provare. E sbagliare. Durante questo periodo molti esperti in Audiologia affermavano che l’impianto cocleare non avrebbe mai funzionato. Credevano che l’ impianto cocleare non fosse altro che un sogno irrealizzabile. O ancor peggio: un esperimento poco etico sull’uomo.

Come si sentiva ad inseguire un sogno irrealizzabile?

Sapevamo di essere alla soglia di molte importanti scoperte. Il campo era aperto a infinite possibilità di miglioramento. Ma devo dire che l’ottimismo non è mai stato così grande come oggi. Oggi sappiamo che l’impianto cocleare funziona e la bella scoperta è che…si può fare ancora meglio.

C’è ancora un margine di miglioramento per l’impianto cocleare?

L’impianto porta ad un notevole restauro della funzione uditiva. La maggior parte dei portatori possono telefonare e approcciarsi senza problemi con la musica. Dal mio punto di vista è già un sogno. Per alcuni purtroppo non è così ed è per loro che bisogna migliorare.

 

Idee su cosa deve essere migliorato?

Un motivo della sordità è la fallace lavorazione delle informazioni sonore nel cervello. Inizialmente non era chiaro quanto il cervello potesse influenzare l’udito. Ora sappiamo che le informazioni, che l’impianto cocleare fornisce, devono superare una certa quantità e avere una certa qualità. Queste vengono poi inviate al cervello, che se normale e intatto, fa il resto.  Purtroppo i centri uditivi del cervello possono essere anch’essi danneggiati, per esempio da anni di inattività a causa della sordità. Queste zone danneggiate potrebbero essere aiutate in futuro dall’impianto cocleare. Un influsso positivo potrebbe essere dato da training mirato. Un altro campo di miglioramento è la funzione in ambienti rumorosi. Penso anche che la percezione di informazioni uditive complesse come la musica debba essere migliorata. Noi e molti altri scienziati ci stiamo lavorando.

Fonte: Exploresound 02/2015

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Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

4 Commenti

Andrea Dezio20 maggio 2015 alle 13:39

salve, sono Andrea 30enne sordo dalla nascita con sordità neurosensoriale bilaterale profonda, protesizzato all’età di 2anni, impiantato a Treviso dal dott. Trabalzini il 7.11.2012 e posso ammettere che finalmente ho trovato il mio equilibrio e sto davvero bene, ma mi chiedo l’impianto bilaterale serve? Ci sono pro e contro? Ho alcuni dubbi perché in molti mi chiedono che sia inutile, il prof. Arslan mi disse che è inutile, altri mi chiedono di farlo e aspettare ancora le benedette cellule staminali.
Attendo al più presto sue notizie.
Grazie
Cordialità

    Leonardo Tei21 maggio 2015 alle 12:58

    Ciao Andrea. Ogni individuo ha le proprie caratteristiche e non è possibile dare una risposta universale. Un consiglio è di rivolgerti ed affidarti ad un otorino di fiducia. Grazie, a presto

stefania21 maggio 2015 alle 9:36

Buongiorno, sono stefania, sorda dalla nascita, vorrei sapere quali sono controindicazioni cioè qualè precauzione ?

    Leonardo Tei21 maggio 2015 alle 13:01

    Anche in questo caso sarebbe meglio rivolgersi ad un otorino esperto di impianto cocleare. Cercherò di pubblicare prossimamente un articolo sulla operazione e sulle sue complicanze. Cordiali saluti

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