CiSento.com ha intervistato il campione olimpico Giacomo Pierbon, che ha fatto man bassa di medaglie alle Deaflympics invernali 2015. Nelle cosiddette Olimpiadi Silenziose il nostro atleta ha conquistato ben 5 medaglie, 3 ori e 2 argenti. Un orgoglio per la Nostra nazione!

Giacomo ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Una impressione a freddo sulle Deaflympics, ti senti un campione olimpico?

“Nonostante siano passati dei mesi dalle Deaflympics ed dai miei risultati a queste competizioni, l’effetto è ancora strano e alle volte faccio difficoltà a capacitarmi di ciò che sono riuscito ad ottenere.
La mia carriera da atleta non è solo questa Olimpiade, faccio l’agonista da una vita ed ho gareggiato anche con normodotati – che corrono o hanno corso in Coppa del Mondo con la Nazionale – con ottimi risultati, ma l’emozione d’essere definito Campione Olimpico o “Lo sciatore sordo più forte del mondo” è unica. Posso definirlo il coronamento della mia carriera ed il riconoscimento di numerosi anni di allenamenti e sacrifici, da parte mia e di chi mi sta accanto, soprattutto la mia famiglia.

Quando sono tornato in Italia dopo le mie vittorie ho ricevuto molte attenzioni, più di quante ne avessi avute in passato nonostante avessi già dato alla Nazionale Italiana della FSSI 4 ori agli Europei di Seefeld (2008) e altri 5 ori a quelli di Davos (2012).
Non ne ero abituato, ma ha fatto piacere soprattutto il calore e le congratulazioni di amici, colleghi, ex insegnanti o compagni di scuola, del CIP e della FSSI ma anche estranei che mi hanno contattato per complimentarsi con me.
Sono felice dei riconoscimenti che ho ricevuto ed orgoglioso di me stesso, ma di certo non mi sono montato la testa, resto il ragazzo umile che è partito per la Russia per realizzare un sogno: partecipare alle Olimpiadi per non udenti, le uniche che mi sono permesse dato il mio handicap, le medaglie che ho conquistato sono state la vittoria di una sfida con me stesso date le condizioni di salute in cui mi trovavo poco prima della partenza.”

Come si preparano la squadra e il team italiano? In modo individuale o fate regolarmente allenamenti e riunioni? Noti differenze con le altre nazioni?

“Io mi sono allenato individualmente.
Ho lavorato durante la stagione invernale come Allenatore a Lavarone e a Folgaria e rinunciato a fare il Maestro di sci per poter ricavare il tempo per i miei allenamenti in mezzo a quelli dei miei atleti. In questa occasione un aiuto mi è stato dato dallo Ski Team Altipiani per cui lavoro che mi ha dato l’opportunità di prepararmi adeguatamente.
La preparazione atletica era iniziata ben prima ed in modo intensivo, sempre incastrandola tra gli impegni lavorativi. Non era facile, ma avevo la forza di volontà e la determinazione necessarie. Volendo potevo farcela.
Per gli allenamenti tra i pali devo ringraziare Emilio Gheser, Fabrizio Bertoldi e Arcadio Dalprà, miei colleghi, che mi hanno aiutato nella loro organizzazione e svolgimento.

Anche altre Nazionali come quella Svizzera, Francese e Russa erano ben preparate e hanno atleti che stanno emergendo con ottimi piazzamenti.
Non conoscendo i loro programmi di allenamento non posso però fare paragoni ma valutare solo i risultati.”

Come è stata l’accoglienza russa? C’è stata partecipazione?

“Fin da subito l’accoglienza dei Russi mi ha sorpreso in positivo.
Non mi aspettavo sarebbe stata così calorosa, partecipavano con entusiasmo alle gare e alle premiazioni e sono stati i primi a farmi sentire davvero un “campione Olimpico” chiedendo foto e fermandomi per gli autografi, io li ringraziavo del loro affetto regalando i fiori, le sciarpe e gli altri gadget che mi davano alle premiazioni.
E’ stato bello trovare tanto calore in un posto così lontano da casa per noi italiani.”

E in Italia? Pensi che la competizione sia stata seguita nel nostro paese? Cosa dovrebbe essere migliorato?

“Credo che le Deaflympics, come altre competizioni dei sordi, abbia un pubblico di nicchia.
Non sono pubblicizzate o conosciute a sufficienza da tutti, l’interesse da parte dei più è giunta in seguito ai miei risultati e agli articoli di giornale o i post nei social Network. Prima credo che in pochi, che già non fossero nell’ambiente dei sordi,  conoscessero questo evento.
Spero che con le mie vittorie io sia riuscito anche a far scoprire questo “mondo” e di porre maggior interesse verso le competizioni dei non udenti.
Credo anche d’essere stato in questi anni un punto di riferimento per i miei avversari, un atleta da battere che li ha spinti ad impegnarsi ed allenarsi come dei professionisti avendo alzato lo standard dei partecipanti a queste competizioni.”

Ti ripresenterai alle prossime Deaflympics? Pensi che il Team italiano possa crescere? A quando le Deaflympics in Italia?

“Non so ancora dove si terranno le prossime Deaflympics quindi un appuntamento nel nostro Paese potrebbe esserci come no.
Riguardo alla mia presenza è presto per dirlo.
Queste Olimpiadi mi hanno richiesto un impegno fisico, psicologico e di tempo non indifferente. Ho dimostrato a me stesso e agli altri le mie qualità e potenzialità, sono orgoglioso di questo risultato, un eventuale altro appuntamento Olimpico sarebbe un “di più”, che non escludo come non do per scontato.
Quattro anni sono molti, soprattutto per un atleta il cui sport pretende una preparazione atletica ed allenamenti intensivi e nel quale si affacciano altri atleti più giovani.
Difendere il titolo? Forse. Vedremo anche la mia vita privata e lavorativa, oltre che le condizioni fisiche, se lo permetteranno.
I miei obiettivi li ho ampiamente realizzati.
Di certo non batterò la fiacca….”

E noi ci aggrappiamo alla speranza di rivederti in pista e magari di nuovo sul gradino più´alto del podio.

Grazie mille a Giacomo Pierbon, “Lo sciatore sordo più forte del mondo”!!

Per altre informazioni sulle Deaflympics clicca qui.

Dott. Leonardo Tei

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Medico di medicina generale. Attualmente specializzando. Su Cisento.com curo gli approfondimenti medico-scientifici e sono sempre a disposizione per rispondere a domande o richieste in questo ambito.

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